Apparecchio fisso

Gli apparecchi fissi (possono essere tolti solo in studio) sono solitamente usati dall’adolescenza in avanti, quando quasi tutti i denti permanenti sono presenti. Consistono di attacchi (detti brackets) incollati sui denti; ogni attacco è unito agli altri da un filo metallico che può essere modellato o sostituito durante le visite di controllo.
L’espansore palatale è un altro tipo di apparecchio e allarga un palato troppo stretto, in modo da creare spazio.

Alimenti: cosa è meglio evitare se si porta l’apparecchio fisso
Cibi che si attaccano ai denti e all’apparecchio, come gomme e caramelle possono danneggiare gli attacchi o consumare il cemento che li sostiene.
Cibi duri o croccanti come patatine, pop-corn o noccioline possono rompere gli attacchi. E’ consigliabile tagliare a piccoli pezzi cibi come carote, mele o pane duro ed evitare, se non seguiti da immediata igiene orale, cibi come frutta secca, cereali o dolci che fermandosi tra i denti e l’apparecchio, favoriscono l’insorgere di carie.

Quale spazzolino e come usarlo
È importante spazzolare i denti dopo ogni pasto e spuntino, meglio se con uno spazzolino apposito per apparecchi (spazzolino ortodontico), per rimuovere la placca che si annida più facilmente intorno agli attacchi, causando carie e alito cattivo. Le setole dello spazzolino devono essere infilate sotto l’arco ortodontico sia da sopra, che da sotto dello stesso; brevi movimenti circolari consentono di pulire sia i denti, che gli attacchi ortodontici. Spazzolate anche il bordo gengivale, la superficie masticatoria e la lingua, quindi sciacquate molto bene. Alla fine della pulizia (che dovrebbe durare non meno di 3 minuti), controllate denti, gengive ed attacchi da vicino con uno specchio ben illuminato: gli attacchi, dovrebbero essere lucidi e le gengive di colore rosa chiaro.

Filo interdentale e apparecchio fisso
È possibile passare il normale filo interdentale, aiutandosi con aghi passafilo che ne facilitano l’inserimento tra i denti e l’apparecchio, oppure con fili interdentali appositi per apparecchi ortodontici, dotati di un’estremità più rigida che ne agevola lo scorrimento.
Per un uso corretto consigliamo di passare il filo interdentale tra dente e dente, facendolo scorrere sotto l’arco ortodontico, pulire la zona gengivale, strofinare il filo interdentale lungo la superficie dei denti e delicatamente attorno agli attacchi, cambiando il filo quando sporco.

Ci sono altri prodotti che mi possono aiutare nell’igiene orale?

  • Scovolini interdentali: sono adatti alla pulizia tra denti e apparecchio ortodontico e nella pulizia interdentale, soprattutto dove ci siano degli spazi più larghi, di varie dimensioni e forme , da scegliere in base allo spazio da pulire.
  • Compresse rivelatrici di placca: piccole pastiglie acquistabili in farmacia o al supermercato che colorano in maniera più evidente i punti dove c’è maggior accumulo di placca, indicando dove insistere con la pulizia.

Apparecchio Invisibile

Domande frequenti sull’apparecchio invisibile:
Quanto dura un trattamento con “l’apparecchio invisibile”?
La durata del trattamento varia da caso a caso. In funzione dei movimenti da realizzare, il numero delle mascherine da indossare sarà variabile (generalmente da 12 a 48 mesi).

Quante ore al giorno si devono indossare le mascherine?
Per agire costantemente sui denti e quindi per allinearli, le mascherine devono essere portate il più a lungo possibile, giorno e notte, tranne che per mangiare e lavarsi i denti.

Si devono modificare le abitudini alimentari?
A differenza di quanto avviene con un trattamento tradizionale, le mascherine devono essere rimosse durante i pasti. Si può quindi mangiare tutto ciò che si vuole. Quando invece si indossano le mascherine, si consiglia di evitare bevande colorate e chewing-gum.

Quanto spesso ci si deve recare dall’ortodontista?
Sarà necessario recarsi dall’ortodontista regolarmente, ogni 6 settimane circa, per poter valutare i progressi del trattamento.

L’utilizzo delle mascherine avrà un impatto sulla dizione?
Come ogni trattamento ortodontico, “l’apparecchio invisibile” provocherà transitoriamente lievi alterazioni di pronuncia, che svaniranno in un paio di giorni (generalmente il tempo necessario alla lingua per abituarsi).

Il trattamento è doloroso?
La maggior parte delle persone manifesta una certa sensibilità dei denti durante i primi giorni di adattamento della mascherina. Ciò è assolutamente normale e dimostra l’efficacia delle mascherine: funzionano e i denti si stanno spostando come previsto. In ogni caso, questa sensibilità sparirà rapidamente.

Qual è il costo di un trattamento?
In funzione della complessità del caso, l’ortodontista determinerà la durata e dunque il costo del trattamento.

Apparecchio Miofunzionale

L’apparecchio mobile miofunzionale (si può mettere e togliere da soli) è di solito usato nella prima fase di trattamento nei bambini, per espandere il palato o guidare la masticazione in posizione corretta e, ancora, per correggere abitudini come succhiare il dito e respirare con la bocca.

Apparecchio mobile: pulizia e cura:

  • Spazzolare l’apparecchio con lo spazzolino e dentifricio.
  • Usare solo acqua fredda per sciacquare l’apparecchio, in quanto l’acqua calda (e altre fonti di calore come luce solare, ect.) potrebbe, deformare la resina.
  • Non dimenticare di spazzolare accuratamente i denti e passare il filo interdentale prima di rimettere l’apparecchio.
  • Quando non lo usate, mettete l’apparecchio nella sua scatola.

ATM: segni e sintomi dei disturbi all’articolazione temporo-mandibolare

ATM: segni e sintomi dei disturbi all’articolazione temporo-mandibolare:

  • Tensione muscolare alla mandibola.
  • Dolore all’orecchio, che a volte si irradia al viso (in assenza di otite)
  • Clicks od altri rumori articolari aprendo e chiudendo la bocca
  • Difficoltà ad aprire la bocca
  • Episodi di mandibola bloccata
  • Dolore nello sbadigliare, nel masticare o nell’aprire molto la bocca
  • Mal di testa o dolori al collo
  • Non riuscire più a chiudere i denti nella posizione abituale oppure chiuderli in posizione diverse di volta in volta

Trattamento
Una volta identificato il problema, a volte potrebbe essere utile un apparecchio mobile, detto “bite”; altre volte invece, potrebbe essere necessario modificare l’occlusione con un trattamento ortodontico o con corone, intarsi, otturazioni ed altri restauri protesici.

Bruxismo
Si tratta dell’abitudine di digrignare i denti involontariamente e/o stringerli con forza (serramento) per periodi prolungati nell’arco delle 24 ore. E’ più frequente in età adulta, ma può insorgere anche nei bambini; si verifica soprattutto durante il sonno.

Bite
E’ un apparecchio rimovibile costruito in maniera da adattarsi perfettamente alle arcate dentarie, da utilizzare soprattutto durante la notte: allo scopo di mettere a riposo l’articolazione temporo-mandibolare, favorendo una posizione naturale ed equilibrata della mandibole come trattamento del bruxismo, che può essere la causa dei disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare.

Pulizia e cura del bite
Sciacquate sempre il bite quando lo togliete dalla bocca e prima di rimetterlo. Spazzolate accuratamente il bite con spazzolino da denti e dentifricio, dopo averlo tolto dalla bocca. Immergete il bite in un bicchiere d’acqua (non calda) o in soluzione di acqua e collutorio per una sensazione di freschezza, quando non lo utilizzate. Controllate se il vostro bite presenta segni di usura; in caso mostrateli al vostro dentista durante i controlli, il bite potrebbe infatti usurarsi ed aver bisogno di essere riparato o sostituito.

Bambini: la prevenzione

Aiuta il tuo bambino a prevenire carie e altre patologie
I batteri contenuti nella placca trasformano gli zuccheri in acidi che aggrediscono lo smalto dentale causando la carie. La saliva può neutralizzare l’attacco degli acidi ma fino a un certo punto. Per questo è importante che il bambino pulisca i denti subito dopo aver mangiato e non consumi cibi al di fuori dei pasti: anche succhi di frutta o bibite gassate e zuccherate contribuiscono alla formazione della carie.

Assolutamente da evitare è l’abitudine di cospargere il succhiotto o la tettarella di biberon con miele o zucchero perché può provocare danni gravi: la cosiddetta «carie da biberon» porta alla distribuzione completa dei denti anteriori con gravi ripercussioni anche sull’allineamento degli altri denti. In ogni caso, è necessario interrompere l’uso del succhiotto entro i 3-4 anni di età in modo da non alterare l’allineamento dei denti.

Un sigillo contro la carie
Per i bambini e ragazzi, più esposti al pericolo di carie, un buon modo per ridurre il rischio è la sigillatura dei solchi dentari: con un materiale simile a quello usato per le otturazioni bianche chiudiamo le fessure presenti sulla superficie masticante dei denti. Così proteggiamo le zone dove più facilmente la placca batterica inizia a erodere lo smalto. Naturalmente, bisogna continuare a spazzolare i denti regolarmente e sottoporsi a visite di controllo ogni sei mesi.

I denti da latte: è importante tenerli sotto controllo
I denti da latte cadono in periodi diversi: quelli anteriori tra i 6 e gli 8 anni, quelli posteriori tra i 9 ed i 12 anni. L’epoca della caduta può variare molto, non ci si deve preoccupare però se la dentatura del bambino non è in linea con l’eta. E’ molto importante, invece, curare questi denti se il momento della caduta è ancora lontano.

Per esempio, se un molare da latte è già cariato a 5 anni e non viene curato, non solo causerà molto dolore al bambino, ma rovinerà anche l’allineamento di tutti gli altri denti. Infatti, il dente da latte serve da guida per l’arrivo di quello permanente: se viene perso troppo presto, il suo spazio viene occupato dai denti vicini e al momento del cambio, il dente permanente si troverà la strada sbarrata.

Un sorriso sano per tutta la vita
È importante continuare con le misure di prevenzione anche dopo la nascita del bambino. I genitori sono il modello di riferimento per il bambino, quindi date il buon esempio spazzolando i denti dopo ogni pasto, usando il filo interdentale ogni giorno (soprattutto la sera prima di andare a dormire), adottando una dieta sana ed equilibrata e facendo visite dentali di controllo regolarmente.

Fate in modo che il vostro bambino prenda confidenza con le principali regole per una buona salute orale man mano che cresce, iniziando con succhiotti ortopedici, pulizia delle gengive e dei denti da latte, uso di fluoro e visite dentali regolari.

Carie

I batteri presenti nella placca, trasformano gli zuccheri in acidi che possono intaccare prima lo smalto e poi la dentina, dando luogo alla formazione di una cavità (carie dentale), che se non curata, può ingrandirsi distruggendo progressivamente il dente.

La predisposizione alla carie dentale, può essere di natura ereditaria, ma dipende anche da altri fattori:

  • denti storti o molto vicini tra di loro, la cui pulizia risulta difficile;
  • denti con solchi molto accentuati, nei quali placca e residui alimentari ristagnano più facilmente;
  • condizioni fisiologiche quali gravidanza ed allattamento, che a causa di modificazioni ormonali alterano la composizione salivare.

Cibi che macchiano i denti

I cibi che maggiormente macchiano i denti: Alcune bevande e alimenti, a causa della loro composizione e del loro colore, macchiano in modo sensibile i denti, in particolare se consumati con una certa frequenza. Per ovviare all’inconveniente sono utili alcuni trucchi, come usare una cannuccia o sciacquarsi la bocca con acqua subito dopo averli consumati. Bevande come caffè, tè, vino rosso, Coca cola e succhi di frutta dal colore scuro. Condimenti come salsa di soia, aceto balsamico, salsa di pomodoro. Alimenti come mirtilli e barbabietole.

Gravidanza: cure, prevenzione, trattamenti

Trattamenti dentali, radiografie in gravidanza 
In previsione di una gravidanza è utile eseguire una visita dentale con eventuali radiografie di controllo, così da escludere o curare precocemente eventuali problemi che si potrebbero manifestare successivamente.

Se siete già in gravidanza informateci immediatamente prima della visita o del controllo: solo così possiamo predisporre le cure e i trattamenti più adeguati al vostro stato.

Il primo trimestre di gravidanza è il periodo nel quale si sviluppano la maggior parte degli organi del bambino e le cure odontoiatriche sono normalmente sicure: è consigliata, quindi, una seduta già durante il primo trimestre.

Durante gli ultimi due mesi di gravidanza, potrebbe essere poco confortevole stare sedute a lungo nella poltrona dentistica; soprattutto nei casi in cui vi sia il rischio di parto prematuro potrebbe essere controindicato effettuare dei trattamenti dentali. Il secondo trimestre di gravidanza è quindi il momento più indicato per sottoporsi ad eventuali trattamenti dentali non rinviabili.

Anche se è consigliabile evitare le radiografie durante il periodo della gravidanza, qualora indispensabile, le radiografie dentali possono essere eseguite, in quanto la quantità di radiazioni è comunque limitata e coinvolge solo una piccola parte del corpo lontana del feto.

Prevenire la carie e le gengiviti in gravidanza

Semplici, ma costanti misure di prevenzione aiutano a mantenere sani denti e gengive durante la gravidanza. Cambiano infatti, sia la quantità e la composizione della saliva prodotta, sia le abitudini alimentari, portando a maggior formazione di placca e tartaro con aumento del rischio di carie dentale e gengivite.

Se non rimuovete regolarmente la placca, i batteri in essa contenuti trasformano gli zuccheri in acidi, che possono intaccare prima lo smalto e poi la dentina, dando luogo alla formazione della carie dentale. In particolare, spuntini frequenti con cibi ricchi di zucchero potrebbero esporre i denti agli acidi responsabili della carie per molte ore al giorno; gli zuccheri non rimossi dai denti vengono trasformati in acidi durante un intervallo di circa 20 minuti. Quindi, tanto maggiori sono la frequenza con cui gli zuccheri vengono introdotti ed il tempo in cui questi rimangono a contatto con i denti, tanto più alto è il rischio di carie dentale.

E’ particolarmente importante prevenire anche la gengivite durante la gravidanza. I cambiamenti ormonali potrebbero infatti rendere più sensibili alla placca le gengive, che diventano rosse, gonfie e possono sanguinare facilmente. Si tratta di un disturbo reversibile, ma se non curato può progredire fino ad una forma più grave detta parodontite. È importante ricordare che è comunque la placca non rimossa, e non l’innalzamento ormonale a causare la gengivite.

Ecco quindi come mantenere sani denti e gengive in particolare durante la gravidanza:

  • pulire i denti dopo ogni pasto, con particolare attenzione al bordo gengivale, utilizzando correttamente più volte al giorno sia lo spazzolino, sia il filo interdentale.
  • Dopo episodi di vomito e/o rigurgito, sciacquate sempre bene la bocca, in modo da eliminare l’acidità che potrebbe danneggiare lo smalto dei denti.
  • Limitare gli spuntini con cibi ricchi di zuccheri; preferendo frutta e verdura crude, che oltre a detergere la bocca, contengono zuccheri (come fruttosio) non altamente cariogeni.

Igiene e prevenzione

Igiene e prevenzione: consigli

Per mantenere sani denti e gengive devi spazzolare i denti dopo ogni pasto, con particolare cura alla sera prima di coricarti.
Spazzola i denti accuratamente, ma con delicatezza: movimenti troppo energici, spazzolini con setole troppo dure o consumate possono provocare irritazioni, recessioni gengivali e abrasioni dentali. Dopo lo spazzolino passa il filo interdentale tra dente e dente, muovendoti dall’alto verso il basso. Quindi sciacqua la bocca con colluttorio oppure, come consiglia il dottor Cagnin, con un pò d’acqua nella quale avrai sciolto mezzo cucchiaino di sale marino integrale: questa soluzione è molto utile per sfiammare le gengive e disinfettare la bocca.

Ricordati di scegliere uno spazzolino con morbide e arrotondate e non troppo grande, in modo da poter raggiungere agevolmente tutte le superfici dei denti.
Spazzolini consumati, oltre a non permettere un’igiene corretta, possono danneggiare le gengive ed essere veicolo di batteri: è importante cambiare lo spazzolino ogni due o tre mesi o, appena le setole sono consumate o piegate.

Impara a utilizzare le compresse rivelatrici di placca: sono piccole compresse che puoi trovare in farmacia o nei supermercati e servono per aiutare a individuare i punti della bocca in cui si accumula maggiormente la placca, in modo da poterla rimuovere con più precisione e controllare se la pulizia è stata adeguata. Una volta al mese prendi una di queste pastiglie e tienila per qualche istante in bocca solo succhiandola. Dopo qualche secondo inizierà a colorare in maniera più evidente le zone dove si accumula la placca permettendoti di controllare il corretto uso del filo interdentale e dello spazzolino.

La prevenzione inizia a tavola
Gli zuccheri, soprattutto quelli semplici (contenuti in caramelle, dolci, bevande zuccherate, etc..) hanno una grossa responsabilità nella formazione della carie dentale.

I batteri responsabili della carie, trasformano gli zuccheri non rimossi dai denti, in acidi durante un intervallo di circa 20 minuti. Evitate snack frequenti con cibi dolci, specialmente se appiccicosi (marmellata, miele, cioccolato, caramelle): fuori dai pasti, infatti la limitata produzione di saliva, favorisce l’adesione ai denti degli zuccheri in maniera prolungata. Inoltre, tanto maggiori sono la frequenza con cui gli zuccheri vengono introdotti e il tempo in cui gli zuccheri rimangono a contatto con i denti, tanto più alto il rischio di carie dentale.

Impianti a protesi mobile e fissa

Impianti a protesi mobile
Una corretta igiene orale associata a visite di controllo regolari, è fondamentale per la durata degli impianti che sostengono la protesi mobile. Oltre alla normale pulizia della protesi mobile (senza usare acqua calda), è importante spazzolare attentamente dopo ogni pasto gli attacchi collegati agli impianti e pulirli con un tampone inumidito di collutorio, soprattutto lungo il bordo gengivale.

Impianti a protesi fissa
Visite di controllo e sedute di igiene orale professionale regolari, associate ad una scrupolosa igiene orale domiciliare sono fondamentali per la durata degli impianti che sostengono una protesi fissa (ponte o corona).

Spazzolare la corona o il ponte che ricopre l’impianto dopo ogni pasto, come gli altri denti, prestando attenzione alla zona in cui la protesi incontra la gengiva.
Se l’impianto è ricoperto da una corona, passare quotidianamente (soprattutto la sera prima di coricarsi) tra dente e dente il filo interdentale, in modo da eliminare i residui che lo spazzolino non riesce ad asportare.

Se l’impianto è ricoperto da un ponte, usare un filo interdentale apposito con un’estremità rigida, oppure un ago passafilo, che facilita l’inserzione del filo interdentale sotto il ponte e aiuta a farlo scorrere nello spazio tra ponte e gengiva.
Lo scovolino interdentale, può essere utile negli spazi interdentali vicini alla corono o al ponte che ricoprono l’impianto, più difficile da raggiungere. Usare con ripetuti delicati movimenti dentro-fuori lungo il bordo gengivale.

Cosa fare dopo un intervento di implantologia
Dolore: è simile a quello che segue l’estrazione di un dente, solitamente controllabile con farmaci analgesici/antinfiammatori. Da evitare quelli con acido acetilsalicilico (tipo Aspirina) in quanto potrebbero interferire con la coagulazione del sangue.
Gonfiore: applicare frequentemente impacchi di ghiaccio sulla guancia dalla parte interessata, per le prime ore dopo l’intervento. Dormire con la testa sollevata da uno o due cuscini in più durante le prime notti.

  • Antibiotici: potrebbe esserne consigliata l’assunzione per prevenire infezioni.
  • Sforzi fisici: evitare attività fisica pesante o attività sportiva nella settimana seguente l’intervento.
  • Fumo: astenersi dal fumo per una/due settimane prima e per alcuni mesi dopo l’intervento.
  • Alimentazione: per i primi giorni preferire alimenti liquidi e non troppo caldi, evitando di masticare dalla parte interessata.
  • Igiene orale: effettuare la normale igiene orale con particolare delicatezza nella parte interessata, finché la gengiva non sia guarita.

Intarsi e faccette

Intarsi
Un intarsio è un restauro cementato sulla parte masticatoria di un dente premolare o molare. Gli intarsi permettono di salvaguardare la parte sana del dente e ricostruendo con ottimi risultati estetici e funzionali, anche parti del dente estese.

Le faccette
Le faccette sono dei sottili gusci di ceramica o di altro materiale dello stesso colore dei denti naturali, che vengono cementati su denti anteriori, e ne ricoprono la parte frontale. Le faccette possono servire a mascherare spazi tra i denti (diastemi), macchie permanenti, difetti dello smalto, a correggere leggere irregolarità ortodontiche, a rivestire denti anteriori scheggiati o usurati.

Come si fa una faccetta?
Inizialmente, il dente viene preparato limando un sottile strato di smalto, per poter alloggiare lo spessore della faccetta: il procedimento può essere fatto in anestesia. Viene poi rilevata un’impronta del dente in modo da ottenere un modello in base al quale costruire la faccetta.
Se necessario, tra una seduta e l’altra, viene applicata al dente una faccetta provvisoria, che sarà tolta per cementare la faccetta definitiva.

Come prendersene cura
Spazzolare i denti con intarsi o faccette dopo ogni pasto, come gli altri denti. Passare quotidianamente (meglio la sera prima di coricarsi) tra dente e dente il filo interdentale, prestando particolare attenzione al bordo gengivale.
Per prevenire danni o fratture alle faccette evitare di addentare cibi od oggetti troppo duri (es. ghiaccio).
I denti con faccette o intarsi, come tutti gli altri denti, richiedono controlli periodici (normalmente ogni sei mesi). Controlli regolari associati ad una scrupolosa igiene orale, oltre a mantenere sani denti e gengive, permettono ai vostri intarsi e/o faccette di durare a lungo

Malocclusioni: cosa sono

Le malocclusioni sono uno scorretto allinemento delle arcate dentali e sono di vario tipo:

  • Malocclusione di prima classe: l’arcata dentale superiore è in posizione corretta rispetto a quella inferiore, ma i denti sono affollati, storti o lontani dalla loro posizione
  • Malocclusione di seconda classe: l’arcata superiore è troppo in avanti o quella inferiore troppo indietro.
  • Malocclusione di terza classe: l’arcata inferiore è troppo in avanti, o quella superiore troppo indietro.

Le malocclusioni danno luogo ad alcuni difetti ortodontici:

  • Morso aperto: quando i molari chiudono tra loro, ma i denti anteriori non si toccano
  • Morso profondo: quando i molari chiudono tra loro, mai i denti anteriori superiori coprono troppo quelli inferiori.
  • Morso incrociato: quando i molari chiudono, ma qualche dente superiore chiude internamente a quelli inferiori.

Parodontite: riconoscerla e prevenirla

Prevenire la Parodontite:

Spazzolare i denti correttamente dopo ogni pasto, usando un dentifricio a base di fluoro. Usare il filo o lo scovolino interdentale per rimuovere la placca tra dente e dente, almeno una volta al giorno. Mangiare in modo sano ed equilibrato. Evitare di fumare.

Fare sedute di igiene orale professionale con rimozione del tartaro sopragengivale (detartrasi) e visite dentistiche di controllo regolarmente (di solito ogni sei mesi).

In stati ormonali particolari (gravidanza, menopausa) effettuare un oulteriore controllo perchè i cambiamenti ormonali possono rendere le gengive più deboli.

Potreste soffrire di malattia parodontale, se:

  • Le gengive sanguinano facilmente.
  • Le gengive sono rosse, gonfie o sensibili.
  • Le gengive sono scostate dai denti.
  • Le gengive presentano fuoriuscita di pus.
  • Avete alito cattivo o sapore sgradevole persistenti.
  • I denti presentano mobilità evidente.
  • Vi accorgete di spostamenti dei denti con creazione di spazi (diastemi) tra un dente e l’altro.
  • Notate modifiche della posizione masticatoria abituale.

Ponti: prendersene cura

La durata di un ponte fisso è strettamente legata alla salute dei denti pilastro e dell’osso che li sostiene.

La pulizia lungo il bordo gengivale e nello spazio sotto il ponte richiede particolare attenzione per evitare carie o malattie parodontali, che potrebbero compromettere la stabilità del ponte.

Per mantenere una corretta igiene è necessario spazzolare il ponte dopo ogni pasto, come i denti naturali, prestando particolare attenzione al bordo gengivale lungo il ponte.

Per pulire correttamente sotto il ponte basta inserire un filo apposito, dotato di una parte più rigida, o un normale filo interdentale con un ago passafilo nella zona tra ponte e gengiva e farlo poi scorrere sotto i denti del ponte. Successivamente ci si può aiutare con uno scovolino interdentale per la pulizia degli spazi più larghi.

I denti ricoperti da ponti, come tutti gli altri denti, richiedono controlli periodici (normalmente ogni sei mesi), che associati ad una scrupolosa igiene orale, oltre a contribuire a mantenere sani denti e gengive, permettono al vostro ponte di durare a lungo.